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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 12:57 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico |
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| Mr. Blue ha scritto: | | ... generalmente siamo attaccati da gente di sinistra perché recitiamo per avere miglior fortuna sul lavoro, o trovare una buona occasione per comprare una macchina, o comunque per benefici personali, eccetera... poi va beh, è ovvio che ci sono materialisti di sinistra e di destra, però loro avevano insistito proprio sul fatto dell'essere di sinistra... vi risulta? |
Mr. Blue, hai toccato un punto di una certa importanza.
In Soka la politica è sempre stata di casa ma ha avuto rilevanza diversa secondo del livello nell'organizzazione degli aderenti. Bisogna anche dire che la cosa ha subito una certa evoluzione nel tempo.
Quando ho cominciato a praticare, nella seconda metà degli anni ’80, ho incontrato molte persone idealmente collocate a sinistra o comunque progressisti. Ed era probabile che succedesse così perché allora la Soka, per molti motivi, non aveva mostrato completamente il suo vero volto e invece spendeva bene l’aspetto idealistico di Kosen Rufu che aveva una rilevanza notevole per trattenere nell’associazione le persone già contattate, visto che non c’era mai stato una chiarimento ufficiale su come questo Kosen Rufu dovesse intendersi.
Probabilmente lo sapete già, Kosen Rufu è l’ideale di Nichiren Daishonin di diffondere il “vero” buddismo in tutto il Giappone. L’effetto di questa diffusione sarebbe la realizzazione di un mondo pacifico in cui regna la felicità. La Soka Gakkai ha operato in modo che tale ideale si evolvesse in modo che si intenda, quando si parla di k. r., la diffusione del “vero” buddismo in tutto il mondo. Per adesso mi limito ad esporre e non ho intenzione di entrare nel merito della sincerità di chi usa tale ideale come vessillo
Immagino sappiate anche che negli anni ‘80 la SG Italiana ha ricevuto un forte incremento di adesioni, tanto da raggiungere proporzioni inattese dagli stessi vertici. Il vertice di allora, K1, K2 e TN, tre giapponesi che si erano stabiliti, allo scopo di lottizzarsi l’Italia, rispettivamente al centro, al nord ed al sud, non è andato troppo per il sottile e non si è certamente posto il problema di selezionare le persone secondo criteri omologati in Giappone, anche perché l’armonia tra di loro era solo di facciata ed erano interessati a fare slittare l’apertura del regolamento di conti solo al momento in cui ne valesse la pena veramente. Dei dissapori tra loro ne erano informati solamente i livelli più alti di responsabilità che certo non andavano a raccontarlo a tutti i membri.
In quegli anni in tutta Europa divenne chiaro come fossero franati più o meno rumorosamente gli ideali dei giovani di sinistra che credevano di cambiare la società con la politica.
Molti di questi giovani credettero di ravvisare nell’ideale di Kosen Rufu la continuazione della loro fede politica arricchita da un nuovo ideale di pratica mistica e religiosa. Cosa non nuova d’altro canto nel movimento: quanta gente lasciò la militanza politica per intraprendere percorsi mistici in India, già alla fine degli anni ‘70?
E così in quel periodo si formò uno strato consistente di membri provenienti dalle sinistre, più o meno parlamentari e/o legali, il cui cuore comunque continuava a battere a sinistra, e a ritenere che a sinistra si trovassero le maggiori garanzie di giustizia e pace sociale che facevano coincidere con l’ideale di k.r. Potrei entrare in maggiori particolari ma non mi sembra rilevante adesso: ho conosciuto parecchi ex stalinisti che facevano i Soka-Han che convivevano tranquillamente con gli ex fascisti, a parte qualche colorita discussione, e gente che è venuta fuori dalla lotta armata che si è riscattata grazie alla pratica.
Col tempo si sono evoluti anche gli ideali, la bandiera rossa è diventata via via sempre più rosa fino a diventare querce, ulivi ed anche margherite e nel mentre quei giovani crescevano e rivedevano le proprie posizioni politiche. Sembrava che anche ai buddisti si potesse applicare l’adagio che maliziosamente citava sempre il preside del liceo dove ho studiato: “Chi a vent’anni non è comunista è senza cuore, chi invece lo è ancora a quarant’anni è senza cervello”. Né d’altro canto alla trimurti nipponica interessava come la pensassero politicamente i suoi membri fino a quel momento.
1. Continua _________________ Anassimandro
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... nascita e morte delle cose avvengono secondo necessità, poiché esse pagano la pena e reintegrano il torto che commettono le une alle altre secondo l'ordine del tempo.
L'ultima modifica di Anassimandro il Gio Mag 11, 2006 1:28 am, modificato 1 volta |
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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 12:59 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico -2^ parte |
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A loro interessava soprattutto che ognuno credesse ad un suo fuoco sacro, di modo che facesse più attività di proselitismo possibile e gli stavano bene tutti i fuochi sacri, visto che sapevano perfettamente che lo spirito genuino giapponese di militanza Soka, consistente nel riferimento assoluto in Ikeda come eterno maestro supremo, in Italia allora non era assolutamente proponibile, per tutta una serie di motivi, ma principalmente perché questa concezione richiedeva una lunga preparazione ed un pressante indottrinamento. È anche vero però che quando allora capitava di parlarne con K1 in circoli più ristretti, più di una volta ha espresso il suo parere consistente nella convinzione che un buddista della Soka è meglio che non sia di sinistra. Ma fino a quando la SGI in Italia è stata un ente morale il suo pronunciamento si è limitato semplicemente all’espressione di un’opinione. In altre parole, fallo per quello che ti pare ma diffondi la Soka.
Ed ancora, la biografia di Toda scritta da Ikeda, “la rivoluzione umana” contiene un passaggio in cui si narra brevemente la storia di un reduce della marina militare giapponese che, come molti in Giappone, aveva perduto tutto con la guerra, compresa l’autostima e la capacità di credere in qualcosa. Il marinaio, che mostrava un totale scetticismo ed un forte disprezzo nei confronti di qualsiasi religione, aveva aderito al Partito Comunista Giapponese. In una drammatica riunione di discussione Toda l’aveva esortato a prendere fede nel Gohonzon e ad abbandonare la sua militanza in “false e fuorvianti ideologie politiche”.
Di questo non se ne accorse nessuno dei membri della Gakkai italiana dai cuori puri battenti a sinistra, ma è scritto nero su bianco ed è una indicazione importante per capire l’orientamento politico della Soka. Allora altri indizi non ce ne erano perché del Komeito se ne sapeva pochissimo ed Internet si è cominciato a diffondere a partire dal 1995.
Agli inizi degli anni ’90 avvenne la famosa scissione dal clero della Nichiren Shoshu e così la Soka anche in Italia incominciò il suo percorso autonomo dai preti e che la portò, a cavallo del passaggio di secolo, a costituirsi come ente religioso.
A questo punto le cose cambiarono drasticamente perché diventare ente religioso è una cosa seria.
K1, che è un sottile costruttore di strategie e abile realizzatore di programmi, cominciò il cammino addirittura consultando per primo l’avvocato francese che aveva curato lo stesso passaggio per la SGI-France e poi si rivolse al prof. Cardia che, essendo uno degli stesori della legge sulle intese tra lo stato e congregazioni religiose, sembrava essere la persona più adatta a consigliare l’IBISG.
Intanto fin dalla metà degli anni ‘90 la propaganda interna diventa sempre più pressante verso la l’adozione di Ikeda come maestro eterno e supremo da parte di ciascun membro, fino a diventare insostenibile per ogni persona sana di mente nel 2000 – 2001 e contemporaneamente aumenta in maniera iperbolica la richiesta di attività verso i membri. Perfeziona il sistema un pauloviano sistema di premio- castigo verso i suoi membri che gratifica e promuove chi aderisce con entusiasmo al nuovo corso ed al contrario isola allontana e umilia chi mostra esitazioni o osa opporsi, utilizzando la Divisione Giovani come se fosse una “Guardia della Rivoluzione Umana”. Con questi operazioni la Soka Gakkai anche in Italia si connota definitivamente come setta.
2. Continua _________________ Anassimandro
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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 1:02 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico -3^ parte |
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K1 era sempre stato sfigato nello scegliersi i successori: tutte le persone che aveva puntato lo avevano deluso dimostrandosi incapaci di continuare la sua opera, come lui immaginava che dovesse andare, finché un fine personaggio di Firenze lo induce a puntare tutto su un imprenditore di una città vicina che non ha mai avuto grosse responsabilità, ma aveva la grande virtù di realizzare le cose prima che avessero finito di dirgli cosa fare e di avere disponibilità di tempo. Si mormora che questo imprenditore, che chiameremo GL, fosse anche uno dei fondatori dei circoli di Forza Italia nella sua città, ma di questo non mi è mai pervenuta l’informazione certa.
D'altronde anche K1 ha sempre lavorato nell’imprenditoria, ha sempre dato guide personali molto precise ed oculate su come uscire dai guai finanziari senza porsi eccessivi moralismi sulle soluzioni proposte, è intervenuto a dei meeting di imprenditori buddisti non celando che ritenesse superiore e più idoneo a dare la “prova concreta” questo mestiere, e riguardo a questo lui stesso ha raccontato esperienze che sono diventate leggende nella Soka.
Dicevo, diventare ente religioso, ottenere l’intesa con lo stato con tanto di 8x1000, agevolazioni fiscali, urbanistiche e quant’altro richiede un comportamento particolare secondo il consulente incaricato, e così K1 e GL decidono di fare fuori tutta una serie di persone che o sono di ostacolo in un qualsiasi modo, o non appartengono ad un’area della popolazione sufficientemente ben pensante e apparentemente di provata borghese virtù.
Appartenevano al primo gruppo tutta una generazione di vecchi responsabili del nord, boiardi che vivono fortemente radicati nel lustro delle loro responsabilità, e che hanno creato, spartendosi tra loro onori e vanto, enormi sacche di malcontento nelle giovani leve alle quali, per quanta dedizione mostrassero o attività e proselitismo facessero, era preclusa la possibilità di arrivare oltre un certo livello. Utilizzando questi giovani ha creato il primo nucleo di quella “Guardia della Rivoluzione Umana” cui poco fa scherzosamente alludevo. Di fatto le giovani generazioni del nord hanno percepito K1 e GL come liberatori da oppressori che sembravano inamovibili e per questo hanno praticamente giurato fedeltà eterna a K1.
Sull’appartenenza politica di questi ho sentito versioni contrastanti. C’è chi mi ha riferito che molti fossero di sinistra con un atteggiamento da feddayn verso la pratica. Altri mi hanno raccontato che le giovani leve appartenessero alla intellighenzia italoforzuta. In ogni caso i boiardi deposti non nascondevano simpatie sinistrorse annacquate di sapore un po’ retrò adattatisi all’uso della politica milanese. Trovo congruenti entrambe le notizie.
3. Continua _________________ Anassimandro
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... nascita e morte delle cose avvengono secondo necessità, poiché esse pagano la pena e reintegrano il torto che commettono le une alle altre secondo l'ordine del tempo. |
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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 1:04 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico -4^ parte |
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Al secondo gruppo appartenevano una vasta schiera composta proprio da quelle persone che nella pratica personale coroborata dall’ideale di Kosen Rufu avevano trovato nuovo scopo di vita. Intendo educatori di scuole di tutti i livelli e gradi che col desiderio di creare generazioni di gente socialmente valida grazie alla cultura e alla consapevolezza si spendevano nel loro lavoro anche come buddisti, questi però avevano il torto di insegnare alle persone a pensare; ex tossici che grazie alla pratica erano riusciti a tirarsi fuori dal tunnel della droga; sfigati vari che non erano mai riusciti a voltare nella vita e si barcamenavano in vari modi; gli omosessuali, gay e gaie, che già da sempre giudicati instabili e poco affidabili avevano pochissime probabilità di superare la responsabilità di capitolo.
Visto che la Gakkai dell’intesa e dell’8x1000 doveva essere uno specchio adamantino di borghese virtù, si pensò bene di smantellare questi gruppi.
È innegabile quindi che nel momento che il vertice dell’IBISG aveva deciso di fare omologare l’organizzazione dalle istituzioni, ha anche scelto una chiara svolta che è individuabile, se non verso valori, verso consuetudini più vicine alla destra.
Il disegno di K1 non era destinato al successo, ed sbarrargli la strada fu una forte resistenza interna che ha fatto uscire il caso dai confini dell’istituto e ha tentato di chiamare in soccorso anche il vertice della SGI del Giappone invocando l’aiuto di Ikeda in persona. Adesso non racconterò anche questo perché immagino che tutti ne siano informati.
Ad un certo momento la SGI in Italia ha rischiato di spaccarsi in tre pezzi, e forse di fatto questo è realmente avvenuto. Anche se, a conti fatti, il nord, il centro ed il sud sono stati sempre, anche se ufficialmente si è sempre sottolineata la grande unità interna, tre organizzazioni di fatto diverse.
La maggior parte della Prima Guerra Civile Sokica (eh, eh) si è svolta tra il nord ed il centro Italia.
Nei disegni di K1 c’era anche la liquidazione di TN ma per semplicità dirò che non ne ha avuto il tempo. Infatti Ikeda ad un certo momento ha deciso di rimuovere, promovendolo, Mr. K1 ed al suo posto ha nominato Direttore Generale Mr. TN, che fino a quel momento era un vice di K1. Da quel momento di fatto il centro della Soka si è spostato da Firenze a Roma, ulteriore esempio che tra due litiganti ne gode un terzo, aggravando un’annosa tensione in atto tra i burocrati fiorentini e quelli romani che si sono sempre cordialmente visti reciprocamente come il fumo negli occhi. Quindi i responsabili che hanno sostenuto TN ed di fatto hanno ostacolato K1 nel suo percorso sono stati i reali vincitori di questa Prima Guerra Civile Sokica e quelli che si sono adoperati di più mi risultano, per loro stessa confidenza, di simpatie arboree.
4. Continua _________________ Anassimandro
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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 1:08 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico -5^ parte |
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Ultimo atto. La pace trionfa ma non Kosen Rufu. I responsabili del primo gruppo di perseguitati al nord si sono restaurati nel loro potere e continuano le loro abitudini. Il compromesso è stato che sono state costituite aree omogenee di seguaci di K1, che sono passati alla storia con il nomignolo di Talebani, distinte da quelle costituite dei seguaci dei vecchi boiardi. Si ignorano quando si incontrano per strada e si odiano cordialmente.
Il folto secondo gruppo di perseguitati da K1 si è prevalentemente allontanato dalla Gakkai con diverse modalità: chi ha smesso di praticare, chi ha deciso di continuare da solo come indipendente, chi ha preso rifugio in altri Sangha.
In ogni caso, coerentemente a quanto detto prima la Soka romana vittoriosa corteggia da vicino Walter Veltroni.
Una notte di un paio di anni fa a Milano un boiardo di razza incontrò in un capannone un gruppo di dissidenti e di Talebani, nel tentativo di arrivare ad una composizione. Ad un certo punto qualcuno si chiese perché fosse successo tutto ciò. Per il denaro e per il potere, semplicemente per questi. La risposta la diede il vecchio e navigato boiardo.
E perché Mr. K1 ha intrapreso questo percorso di smantellamento del vecchio establishment della Soka italiana. Qui le risposte possono essere tante, una è la seguente, anche se ammetto che è soltanto un’ipotesi, se pur la più plausibile.
Alla morte di Eichi Yamazaki la carica di responsabile europeo era rimasto vacante e Mr. K1 si sentiva di essere il più titolato per succedergli perché aveva svolto attività di sostegno in tutta Europa, in Grecia, in Inghilterra, in Spagna. Ma in Giappone decisero diversamente nominando l’anziano Mr. Hasegawa. Mr. K1, in considerazione che questa nomina non poteva durare a lungo perché Hasegawa era già anziano, decise che avrebbe mostrato tutto il suo valore trasformando la Soka italiana, che già aveva da sola la metà dei membri di tutta Europa, in ente religioso ed aumentando significativamente le adesioni, allo scopo di dimostrare ad Ikeda ed al suo staff di essere l'unico veramnte degno di questo incarico.
Il 12 gennaio di quest'anno a Trets Mr. Hideaki Takahashi è stato nominato successore di Hasegawa. Anche in questo Mr. K1 è stato sfigato. E' andata male, è stato tutto inutile.
5. Continua _________________ Anassimandro
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L'ultima modifica di Anassimandro il Gio Mag 11, 2006 1:38 am, modificato 2 volte |
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Anassimandro
Registrato: 06/05/06 12:12 Messaggi: 51
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 1:27 am Oggetto: I membri della Soka ed il pensiero politico -6^ parte |
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Ultima parte - La soka è una setta?
Una delle modalità seguite dalla Gakkai nel suo proselitismo è quello di contattare le persone nei momenti di maggiore crisi personale e di bisogno di aiuto.
E qui riprendo anche un tratto della discussione che aveva sollevato nel tread "Esperienza personale" Forgetmenot.
| forgetmenot ha scritto: | | C'è una cosa che non capisco. Perchè chi ci è dentro non se ne accorge che qualcosa non va? Perchè danno così tanto per scontato e si accontentano delle risposte semplici (perchè le risposte sono uguali, semplici e fruibili)? Tutto questo è molto triste.. |
Ed ancora
| Citazione: | | cavolo, non sono mica dei ------ quelli che ci stanno dentro..molti sono universitari, giornalisti, gente che ha studiato. Ma perchè? |
È tipico del comportamento delle sette agganciare il candidato a divenire un adepto in un momento di estrema debolezza di questo. Sia che questo sia stato colpito nei sentimenti, sia che attraversi un momento economico difficile la setta arriva e realizza l’approccio in maniera consolatoria. La persona in difficoltà viene sottoposta ad una prima fase che viene indicata dagli studiosi del fenomeno delle sette come “love bombing”. Tale bombardamento, benché a pochi piace ammetterlo, è tuttavia molto efficace e consiste nel circondare di sorrisi e di attenzioni il neofita dandogli la sensazione di avere trovato finalmente una casa, di farlo sentire apprezzato, cosa che tante volte è negata alle persone in questa società.
Alcune persone in Soka, progredendo nella scala delle responsabilità, hanno l’occasione grazie alla setta di essere “qualcuno” invece che l’anonimo “chiunque” che sono nella vita reale. Grande incitazione da la Soka ad divenire persone di valore, spesso questo valore resta solo un sogno, ma tant’è ci sono molti appigli per sentirsi tutti dei Budda, per credere di essere speciali con una missione speciale.
Di fronte a questo cambiamento molti perdono ogni interesse alla politica, se mai l’hanno avuto, e contemporaneamente la Soka utilizza la politica per i suoi fini, esattamente come fanno le congregazioni dei cattolici in Italia.
Un ultima considerazione per tentare di capire se la Soka è da considerare un’organizzazione che si orienta verso una concezione individualistica o collettivistica della vita va fatta valutando la promessa di benefici conseguenti alla pratica ed all’attività “buddista”. Il mio giudizio è che la soluzione che propone ai problemi di ogni persona è individuale e mai collettiva dal punto di vista della società. La rivoluzione umana è infatti individualistica. Le persone sono incoraggiate a realizzarsi e occupare posti importanti nella società.
Ma cosa dice contemporaneamente all’adepto per quel che riguarda il suo rapporto con l’organizzazione? Che questa è il suo io allargato, che esiste un “piccolo io” corrispondente alla persona ed ai suoi desideri per se stesso ed un “grande io” individuabile nella sua dedizione alla felicità di tutti che corrisponde alla sua identità superiore residente nell’organizzazione stessa.
Caratteristica definitiva per considerare senza appello la SGI una setta _________________ Anassimandro
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... nascita e morte delle cose avvengono secondo necessità, poiché esse pagano la pena e reintegrano il torto che commettono le une alle altre secondo l'ordine del tempo. |
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Puntina
Registrato: 22/04/06 22:22 Messaggi: 79 Residenza: nei pressi di Roma ...
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 9:51 am Oggetto: |
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molto interessante!! _________________ Heaven has no rage like love to hatred turned, Nor hell a fury like a woman scorned - William Congreve |
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Mr. Blue
Registrato: 19/12/05 10:24 Messaggi: 240
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 5:26 pm Oggetto: |
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In effetti poco tempo fa - proprio parlando a proposito del forum di QR - ho scoperto che una mia amica di vecchia data era stata in soka durante l'adolescenza (primi anni novanta) poi ne era uscita per ******** suoi comunque non inerenti all'organizzazione, e non l'aveva più seguita. Però sua sorella, emigrata in Inghilterra diversi anni fa, ne fa ancora parte (soka inglese)... comunque parlandone mi era sembrato di capire che la soka si differenzia molto da paese a paese, e che la soka italiana viene vista all'estero come qualche cosa di anomalo nell'intero panorama, sopratutto a causa di Giovanni Littera e del suo modo di portare avanti l'associazione.
Questo è ciò che mi ha detto lei, però venendo qui ho anche saputo della soka giapponese, del komeito eccetera.
Vi risulta esservi questa grande differenziazione a seconda della nazione? Perché a seconda della risposta salterebbe fuori diverse implicazioni, nauralmente... _________________ Nota trovata sotto un tergicristallo:
"Egregio signore, uscendo dal parcheggio
le ho urtato e danneggiato la sua auto. La gente che mi osserva crede che io scriva le mie generalità, come si dovrebbe fare in questi casi, ma non è così. Buona fortuna" |
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gilly79
Registrato: 02/02/06 19:17 Messaggi: 512 Residenza: Campania
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sokabless
Registrato: 17/02/06 22:12 Messaggi: 113
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 7:29 pm Oggetto: Re: I membri della Soka ed il pensiero politico |
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| Anassimandro ha scritto: |
...Il vertice di allora, K1, K2 e TN, tre giapponesi che si erano stabiliti, allo scopo di lottizzarsi l’Italia, rispettivamente al centro, al nord ed al sud, non è andato troppo per il sottile e non si è certamente posto il problema di selezionare le persone secondo criteri omologati in Giappone, anche perché l’armonia tra di loro era solo di facciata ed erano interessati a fare slittare l’apertura del regolamento di conti solo al momento in cui ne valesse la pena veramente. Dei dissapori tra loro ne erano informati solamente i livelli più alti di responsabilità che certo non andavano a raccontarlo a tutti i membri.....
...al primo gruppo tutta una generazione di vecchi responsabili del nord, boiardi che vivono fortemente radicati nel lustro delle loro responsabilità...
...un imprenditore di una città vicina che non ha mai avuto grosse responsabilità, ma aveva la grande virtù di realizzare le cose prima che avessero finito...
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Dato che sembri bene informato vorrei porti una domanda :
se e come si può inserire nei dissapori interni l'elemento creacommercio ? |
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senseikomeito
Registrato: 24/01/06 18:54 Messaggi: 204
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 7:31 pm Oggetto: |
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| Mr. Blue ha scritto: | In effetti poco tempo fa - proprio parlando a proposito del forum di QR - ho scoperto che una mia amica di vecchia data era stata in soka durante l'adolescenza (primi anni novanta) poi ne era uscita per ******** suoi comunque non inerenti all'organizzazione, e non l'aveva più seguita. Però sua sorella, emigrata in Inghilterra diversi anni fa, ne fa ancora parte (soka inglese)... comunque parlandone mi era sembrato di capire che la soka si differenzia molto da paese a paese, e che la soka italiana viene vista all'estero come qualche cosa di anomalo nell'intero panorama, sopratutto a causa di Giovanni Littera e del suo modo di portare avanti l'associazione.
Questo è ciò che mi ha detto lei, però venendo qui ho anche saputo della soka giapponese, del komeito eccetera.
Vi risulta esservi questa grande differenziazione a seconda della nazione? Perché a seconda della risposta salterebbe fuori diverse implicazioni, nauralmente... |
Giovanni Littera è un burattino diventato (l'unico) capro espiatorio:
in mano ai burattinai del "Grande circo Soka internascional"
Lo hanno scelto perché è indubbiamente, un bravo "entertainer"..
(E perché Panariello non era disponibile.)
Avete notato? L'acconciatura e il trucco della moglie di Ikeda: è UGUALE a quell della Moira Orfei..
Le "organizzazioni nazionali.." Soka, degli altri paesi europei sono ancora molto piccole: vivono ancora nell'utopia in cui vivevamo noi, negli anni 80'-90'..
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Eraclito
Registrato: 23/01/06 20:07 Messaggi: 253
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 7:46 pm Oggetto: |
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ma vai a c a g are Gilly
comunque la morale della favola resta la stessa , la soka italiana belga svizzera cingalese e' come quella giapponese,perche' e' quest'ultima che veramente conta,essendo tutto questo ambaradan ben organizzato ,una cosa prettamente giapponese e densa in realta' d'esprit japonnaise ,che ha la sua tipicita' piu' eclatante nell' aver trovato una sintesi tra neocapitalismo e nazionalismo
poi come nel teatro kabuki se la soka all'estero sappia truccarsi ad arte o che il suo mascherone cominci a colare,non cambia la sostanza |
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Eraclito
Registrato: 23/01/06 20:07 Messaggi: 253
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 7:51 pm Oggetto: |
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| non a caso io e Sens abbiamo parlato contemporaneamento di trucco pesante , alla Moira e alla kabuki,che poi e' piu' o meno lo stesso !,prima di aver letto i rispettivi post |
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senseikomeito
Registrato: 24/01/06 18:54 Messaggi: 204
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 8:04 pm Oggetto: |
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| Eraclito ha scritto: | | non a caso io e Sens abbiamo parlato contemporaneamento di trucco pesante , alla Moira e alla kabuki,che poi e' piu' o meno lo stesso !,prima di aver letto i rispettivi post |
Piu' che al "Kabuki"..
Avevo pensato al "Bukkake"!
:lo
Dicono che faccia tanto bene alla pelle della faccia.. Delle giapponesi?
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Eraclito
Registrato: 23/01/06 20:07 Messaggi: 253
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Inviato: Gio Mag 11, 2006 8:09 pm Oggetto: |
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Chissa' magari Gilly con tutta la sua lunga pratica autoerotica e la sua modesta altezza, e' riuscito a farselo su se stesso il bukkake
potremmo chiedergli che sensaziobni gli ha dato... |
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