Di certo l'evento politico più importante degli ultimi mesi è il "progetto delle libertà", volto a dar vita in Italia a un soggetto radical-socialista grazie al convergere della maggior parte degli eredi del Psi e dei radicali; ciò ha già avuto il suo impatto sull'agenda politica con la vicenda dei Patti civili di solidarietà. Potrà incidere ancora più a fondo sul sistema Italia, ad esempio col coinvolgimento, in prospettiva, anche dei Ds in vista della nascita del Partito democratico?
Ci sono, ahimè, segnali poco incoraggianti; in particolare la tendenza a vivere tutto ciò come un accordo fra vertici e nomenclature anziché come l'attivazione di forze, fermenti, istanze della società.
Il congresso di Epinay in Francia, dal quale nacque il Psf, vide sì il convergere di socialisti, repubblicani (come Mitterrand), radicali, cristiano-sociali e altri; ma fu soprattutto espressione di tutto un pullulare di circoli, club, lavoratori, giovani desiderosi di dotarsi di un nuovo strumento politico.
Un processo come quello avviato dallo Sdi e dai Radicali dovrebbe creare gli spazi in cui far agire sulla scena pubblica nuovi protagonisti; dovrebbe sancire l'apertura di nuovi luoghi di confronto fra soggetti e culture diverse, e non la difesa gelosa dei propri angusti spazi.
Non mancano i precedenti in tal senso: nelle intenzioni di D'Alema la cosiddetta "cosa due" avrebbe dovuto rappresentare la nascita in Italia di una grande forza socialdemocratica grazie all'incontro di diversi filoni politico-culturali: si è trattato però di un'operazione di vertice, gestita dall'alto; così che la società quasi non se n'è accorta e, per dirla con Macaluso, da cosa. non è nata cosa.
Il nuovo soggetto radical-socialista è ancora in gestazione; si tratta allora di scongiurare un aborto, aprendo e non saturando la discussione.